Dal diario - Un mate caldo e a
letto. Ha piovuto tutto oggi, la nebbia è ancora fitta e l’umidità alle stelle!
Abbraccio la bolla dell’acqua calda come un bimbo il suo peluche e invece di
abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, penso.
Oggi giornata no,
voto 4. ….. sarebbe stato bello rimanere a letto, avrei guadagnato in salute.
Vivere in comunità
è come vivere in famiglia, a volte non tutto è rose e fiori; alcuni
contrattempi tecnici che mi costringono a tirare un respiro per non impazzire e
scontri di opinioni sull’organizzazione delle attività con i ragazzi, episodi
di vita vissuta che mi aiutano a riflettere sul pericolo di non sapere
ascoltare a pieno le persone e vedere le cose con chiarezza. “ L’abitudine mette nell’archivio della
mente le cose ricorrenti e le dà per scontate.Ma il rischio più insidioso e che mi fa incazzare è che queste cose
diventino normali. “L’abitudine
difende se stessa, appiattisce su quello che è certo. Come in un film già visto
e senza sonoro del quale sappiamo la storia ma non ascoltiamo più le parole”
(di Giuseppe Fusari).
…. Basterebbe poco. Basta Accorgersi,
spendersi e farsi sorprendere.
Verbi che in questi giorni mi “rimbalzano” dentro. (Accorgersi=
cominciare a vedere, a capire, venire a conoscenza, scorgere con la mente,
acquistare coscienza di un fatto attraverso indizi o per riflessione. Spendersi= prodigarsi, impegnarsi,
profondere le proprie capacità e risorse a favore di qcn. o per raggiungere uno
scopo (dizionario Treccani).
… Spendersi e dare tutta me stessa per gli
altri, avere mille attenzioni, mettere prima dei miei bisogni dei miei pensieri
le necessità degli altri, ,… cercare di comprendere il bisogno dell’altro,
entrare nel suo tempo, seguire i suoi ritmi, entrare a far parte della sua
esperienza più profonda, non solo quindi condividere del tempo ma credo anche
una parte del cammino, una parte
dell’esperienza dell’altro… , tutto questo accorgersi affatica,… a volte mi
sfianca, mi prosciuga perché richiede anche energie e tempo.
Mi rendo conto del
tempospeso per gli altri, ma mi chiedo
se intorno a me gli altri si accorgono del tempo che spendo, non cerco
gratificazioni… , a volte avverto la sensazione che tutti siano così freddi e
distanti, avranno mille cose da fare e pensare? Forse! Però a me questo modo di fare mi gela dentro, ... simplemente
accorgersi un po’ di più del bene e del
bello di ciò che sto donando. Oggi sono un po’ così,… mi dispiace….
Sono cosciente che
ogni importante cammino abbia le sue
fatiche, a volte pesanti a volte insopportabili, cerco di farmele scivolare
addosso per quanto mi sia possibile.... difficile modificare l'insensibilità
maschile, pertanto imparo a conviverci senza darci troppo peso e ripeto a me
stessa: coerenza e forza, andare avanti, … quindi adelante, … una canzone sulle
labbra e una ricarica di gioia nel cuore per “spendere
tutto il tempo necessario, quello che vibra con il bisogno dell’altro!!!” . (di
G. Fusari)Joe –
kami
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.
Kami - Bolivia . Carnevale: giorni di danze, canti, giochi con l'acqua e birra a go go... le scuole sono chiuse e le attività sospese per una settimana. Le foto sono state scattate a Villapereira una comunità vicino a Kami.
... in questi giorni sta piovendo ... ciao joe
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.
Sono iniziate le scuole, tutti i ragazzi , grandi e piccoli vestiti con maglione rosso e pantaloni neri, scarpe tirate a lucido e capelli in ordine. I
più piccoli accompagnati dai fratelli maggiori, prima di entrare sosta alla piccola
tienda (negozietto) per comperare
qualche dolcetto e rendere meno pesante il primo giorno di scuola.
Ieri abbiamo pulito e tirato a lucido l’internato lavorando con i
ragazzi, è stato deciso di utilizzare per tutti gli ospiti il comedore la cucina del bloque Domingo Savio, mentre
locale studio, computer , dormitorio e bagni nel settore don Bosco. Lavorare
con loroe stare insieme con tutta
l’attenzione e la disponibilità possibile, “Il bene va fatto bene”, evivere in un contesto dignitoso, gradevole,
pulito e solare credo sia una cosa bella.
Chiedotroppo? Non so, però credo che anche questa
sia un pochino la vera promozione umana, sociale e religiosa, non ce n’è
un’altra, con l’aiuto e il coinvolgimento prima o dopo di tutti. Miiiiii che
fatica, ma non mi demoralizzo anche se sono necessari tanti sforzi, è bello
fare un passo dopo l’altro verso una modalità di vita e di lavoro meritevoli
per tutti.
Ad oggi abbiamo 28 ragazzi, i più grandi saranno ammessi dalla
settimana prossima.
Ne l pomeriggio con alcuni ragazzi abbiamo pitturato le pareti
dellocale studio dando sfogo alla
creatività….
Il cagnolino Panna è stato accettato bene dai ragazzi,
tante le domande: come è arrivato a kami, quanti anni ha, se l’ho scelto io,….
Ora mi chiamano Giopanna!!! Ieri gli hanno pitturato le orecchie con la vernice
bianca, mi "tocca" non solo vigilare sui ragazzi ma anche sul perrito Panna!!!, è
troppo tenero e si lascia fare di tutto,… mi hanno detto (però non ci credo)
che questa notte ha dormito in dormitorio con loro. In parte potrebbe essere
vero perché cerca molto il contatto con le persone..... è troppo avanti questo
perrito..., ha imparato a salire le scale che conducono al dormitorio dei
ragazzi, scale i cui gradini in legno sono vuoti,... tipo gradini a pioli!!!! salire è quasi facile, scendere tutto di un fiato,... ops salto!!!
Bien, per ora è tutto, ci aggiorniamo, ciao joe
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate
Da il "Cittadino" di Monza e Brianza del 28.01.2016 Vita a 4mila metri: serve un aiuto per i ragazzi boliviani di Giovanna
Menni, monzese, è missionaria laica a Kami, dipartimento di Cochabamba. Qui i salesiani hanno dato vita a un convitto per dare un futuro migliore ai figli dei campesinos. L’appello: «Sostenere a distanza la nostra scuola».
«Per noi che siamo gente di pianura, il solo pensiero di vivere a 4mila metri fa girare la testa». Eppure si può. Se a dare forza è il desiderio di aiutare gli altri, respirare bene a quell’altezza si può. Anzi, proprio lì si può trovare, paradossalmente, quella boccata d’ossigeno che manca altrove. Giovanna Menni, monzese, ci è riuscita. E la constatazione iniziale è proprio sua. Lei racchiude così, in quelle poche parole, tutto il cammino percorso dalla Brianza alla Bolivia. Prima a piccoli passi, poi a ritmo spedito. Tanto che, dalle prime esperienze di volontariato e condivisione, (in Tanzania, coi missionari della Consolata, poi ad Arque e Tujsuma, in Bolivia, con il mandato della diocesi di Bergamo, ndr), oggi quelle altitudini sono diventate la sua vocazione, a Kami, nel dipartimento di Cochabamba, dove la monzese opera da un anno e mezzo con il mandato della Diocesi di Milano, in collaborazione con i padri Salesiani.
Qui, per permettere ai figli dei campesinos di proseguire gli studi, è stato realizzato un convitto. Impossibile infatti per tanti ragazzi affrontare giornalmente lunghi trasferimenti, a piedi e su camion, per raggiungere dalle comunità il capoluogo, dove sono presenti la scuola media e quella superiore. Così i più meritevoli, grazie a borse di studio, possono continuare a studiare per avere un diploma o una specializzazione professionale, ospiti della missione che fornisce vitto e alloggio. Alcuni dei ragazzi ospiti del convitto dove opera Giovanna Menni Attualmente in convitto ci sono 43 ragazzi, dai 12 ai 21 anni. Ma si potrebbe fare molto di più. E qui Menni chiama in causa tutta la sua “gente di pianura”, da Monza e al resto della Brianza. Il numero dei ragazzi di Kami è determinato dalla limitatezza del budget (costituito esclusivamente dalle offerte che arrivano dall’Italia, ndr) e questo a fronte di ben oltre 100 richieste d’iscrizione pervenute. I giovani ospiti possono frequentare corsi professionali di falegnameria, meccanica, saldatura, elettricità, informatica, ceramica, panetteria e agricoltura. Le attività sono coordinate da tre padri salesiani (padre Serafino Chiesa, Padre Michelangelo Aimer e padre Tomas Mamani). «I progetti richiedono un’adeguata disponibilità di mezzi - sottolinea Menni - ma soprattutto energie vive di volontari disposti ad aiutare la speranza».
E tutti possono essere volontari in tale senso. Anche da qui. La gestione economica è totalmente a carico della parrocchia di Kami e fin dall’inizio la missione é stata sostenuta da volontari e associazioni a distanza. Ora c’è bisogno di tutti. Come dare una mano allora? Sostenendo a distanza il soggiorno degli studenti nel convitto. Le famiglie, troppo povere, non potrebbero mai permetterselo. E il futuro per quei ragazzi resterebbe senza questa boccata d’ossigeno. C’è poco tempo per essere utili: a febbraio inizieranno le scuole. Per informazioni sul progetto http://www.missionekami.it/adozioni.html e missionebolivia.blogspot.com.
Giovanna Menni sino al 2007 respirava, l’aria di pianura: un lavoro nel controllo di gestione del gruppo Multinazionale Sol a Monza, (prima il diploma di ragioniera al “Mapelli”, ndr), gli impegni nella parrocchia di Cristo Re e con i Padri Barnabiti.
Giovanna Menni in Bolivia In ogni luogo, dalla scuola al lavoro, l’attenzione agli altri non le è mai mancata. Oggi però, nella missione Salesiana di San Josè Obrero di Kami, quell’attenzione è qualcosa di più. È la sua vita. Missionaria laica, felice della sua scelta, non nasconde affatto le difficoltà di ogni giorno, lo sconforto di un luogo precario, scomodo, faticoso, spesso inospitale. «A Kami - racconta la monzese - mi occupo del taller di ceramica e della panetteria. Abbiamo pensato alla lavorazione dell’argilla al tornio in quanto i ragazzi hanno buona manualità e creatività e questa potrebbe essere l’occasione per valorizzare le loro capacità nelle piccole cose realizzate manualmente con impegno, fatica, pazienza e gusto».
La gestione della panetteria permette invece di sfornare due volte a settimana 600 pezzi di pane per le necessità del convitto e della comunità. «Importante per me, oltre a condividere l’esperienza con i ragazzi del collegio, è anche andare incontro alle persone, fermarmi, stare con loro, imparare a conoscere, incontrare i bambini, le donne, i minatori, i campesinos». «Ogni incontro è diverso - continua Menni - e mi cambia, mi apre nuove prospettive. Non mancano le difficoltà. Ma la cosa bella è che non viene mai meno la forza di guardare alle cose con occhi nuovi e la curiosità dell’andare incontro al diverso».
La Missione salesiana di Kami, nata nel 1977, copre un’area di 910 km quadrati nel dipartimento di Cochabamba, costituita da un labirinto di montagne dai 3mila ai 4600 metri dove la speranza di vita è sotto i 40 anni. Sulle pendici di un monte (a 4mila metri di quota) vivono circa 20mila persone nella quasi totalità appartenenti alle etnie Quechua (gli antichi Incas) e Aymara (pre-incaici). Qui una miniera (di tungsteno) ha rappresentato per decenni l’unica fonte alternativa alla condizione dei campesinos, ma il calo del prezzo del materiale sul mercato, l’impoverimento della potenzialità estrattiva e le spaventose condizioni di lavoro hanno costretto molti ad abbandonare tale fonte di reddito. E la crisi economica, dura ovunque, ora pare durissima laddove la povertà è da sempre compagna di vita. Da qui si può dare una mano. E un futuro.
.... alcuni giorni fa è arrivato in missione un orfanello, incontrato nella calle di Cochabamba, ha quattro zampe, con una scottatura nella zampina posteriore,... ora vive con noi, ha bisogno solo di affetto e cure .... ha paura di tutto: delle galline, degli altri cani, dei maiali e perfino dei corvi in volo,... impressionante!!! Me ne sto prendendo cura, l'abbiamo chiamato Panna dal colore del suo mantello,... ho scoperto che in Aymara Panna significa Amico/fratello,... bello questo doppio nome!!!
I bimbi l'hanno già preso in simpatia, gli altri cani di Kami un po' meno,... non essendo il suo territorio sono molto aggressivi nei suoi confronti e Panna è un tenerone, non sa difendersi, si intrufola tra le mie gambe con il rischio di farmi mordere.
Ho parlato con Padre Serafino, in vacanza in Italia, non vuole cani!! i ragazzi del convitto non fanno che far dispetti e le esperienze precedenti sono state negative,... però ho pensato che potrebbe essere un modo per cercare di educarli diversamente,... vedremo . Per ora Panna è il mio perrito.
ciao joe
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate
Diploma di ragioniera presso Istituto Achille Mapelli di Monza.
Scuola Fondazione Giovanni ed Irene Cova di Milano, diploma di addetta alla lavorazione della ceramica al tornio.
Fino al 2007 ho lavorato nel controllo di gestione del gruppo Multinazionale Sol Monza. Dal novembre 2007 esperienza missionaria nella comunità di Arque e Tujsuma - Bolivia . Attualmente vivo nella missione Salesiana di San Jose' Obrero di Kami - Cochabamba (Bolivia) per contatti giomenni@hotmail.it